“Ri-Ecologica…Mente scuola: la Posidonia e il mare” – PROGETTO DI EDUCAZIONE AMBIENTALE

“La tutela del mare….un mare da salvare” queste parole continuamente sentite e pronunciate un po’ da tutti, hanno dato senso al percorso di Educazione ambientale che quest’anno scolastico ha interessato un gruppo di alunni delle classi terze della Scuola Primaria “G. Settanni” e un gruppo di alunni delle classi prime della Scuola Secondaria di 1° “A. Manzoni”.

I ragazzi hanno avuto modo di conoscere la “Posidonia oceanica” comunemente scambiata come alga mentre, in realtà, è una vera e propria “pianta marina angiosperme monocotiledoni”, diffusa in tutto il bacino del Mediterraneo e lungo le coste meridionali dell’Australia. Una pianta preziosa che vive sui fondali dei nostri mari, produce ossigeno e lo regala al mare. Tutto questo, i ragazzi l’ hanno scoperto grazie alle lezioni  frontali tenute dalla docente esperta Antonella Berlen di Legambiente, ma grazie anche ad un intervento di BEACH LETTER direttamente sulla spiaggia di Mola di Bari, località  SIC – Acqua di Cristo,  dove la Posidonia è diffusa e quando è ormai sul finire della propria vita, le sue foglie di colore bruno, arrivano sul litorale trasportate dal mare formando le famose “banquettes” di Ergagropili di forma sferica. Ma nel mare non c’è solo la Posidonia….purtroppo c’è tanta plastica e oggetti di ogni tipo:  bottiglie, flaconi, buste di ogni misura, vaschette,  lattine, vetro, pannolini usati, stracci per le pulizie, scarpe, giocattoli, tappeti… insomma “un mare di rifiuti”.

Il Comandante di vascello del Corpo delle Capitanerie di porto di Bari – Guardia Costiera,  A. Ducci, durante la manifestazione finale del progetto che si è tenuta nell’Aula Magna della scuola primaria “G. Settanni” mercoledì 6 giugno alla presenza del D.S. Prof.ssa M. Melpignano e dell’Assessore all’Ambiente G. Valenzano, ha ribadito al pubblico presente, alunni e genitori, il dovere civico di ognuno di noi a non abbandonare rifiuti sulla spiaggia in particolare, cannucce di plastica e buste, pericolose  per le tartarughe marine.

La docente Referente all’Ambiente e alla Salute

Cecilia Guarnieri

 

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